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La Reggia di Caserta con i bambini tra borghi, antichi acquedotti, boschi, e musei

Un complesso monumentale diventato Patrimonio Unesco per intero: la più grande Residenza Reale del mondo; circondata da una Tenuta di caccia con un bosco immenso; servita da un enorme Acquedotto costruito apposta per scavalcare le montagne e portare l’acqua alle fontane ed al Setificio del Re. La Reggia di Caserta, e tutto quello che la circonda, è una di quelle mete che vanno visitate almeno una volta nella vita, soprattutto con i bambini.
Ma non commetete l’errore di fermarvi qui!
Tutti i dintorni di Caserta sono pieni di Storia: dal secondo anfiteatro più grande del mondo dopo il Colosseo (con la famosa scuola dei Gladiatori) al borgo di CasertaVecchia con le sue stradine medievali e le leggende sulle fate; dal Planetario all’unico Museo dedicato al migliore amico dell’uomo .
Qui ve li raccontiamo tutti e vi diciamo anche dove dormire, per godervi un lungo weekend con i bambini, viaggiando attraverso il Tempo, tra Presente e Passato , senza annoiarsi mai.

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Come fare vacanze nella natura, aiutando la natura

L’Umbria, spesso indicata come il cuore verde d’Italia, è una regione affascinante anche per altri motivi. Per secoli qui si sono incrociate culture diverse, Etruschi, Romani, Bizantini e Longobardi, che hanno vissuto a lungo in questa regione e hanno lasciato qui tracce profonde, culture, usanze e costumi che possiamo scoprire visitando aree e parchi archeologici, necropoli, ipogei antichi, catacombe, città perdute e naturalmente castelli, borghi, acquedotti e antiche strade romane.
Ma questa è anche terra di profonda spiritualità: è stata destinazione prediletta di eremiti in cerca di luoghi silenziosi per meditare e ritrovare se stessi, ed è naturalmente la terra di San Francesco d’Assisi, fondatore dell’ordine dei francescani la cui basilica ad Assisi è meta di pellegrinaggi e cammini lungo i Sentieri della Fede umbri.

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A pranzo con i gatti nei Neko cafè! 8 bar bistrot con i mici che ci fanno impazzire!

Chi ama i gatti lo sa: cosa c’è di più bello delle loro assurde posizioni quando dormono? E delle loro fusa roboanti che esplodono all’improvviso? Un bell’aperitivo forse? Una cenetta fuori?
Beh, ci sono posti dove non dobbiamo scegliere tra l’una e l’altra cosa: i Neko cafè!
Li conoscete? Sono locali molto speciali, in genere caffetterie e bistrot, nati in Giappone una ventina di anni fa, in cui padroni di casa e compagni dei clienti sono…i gatti (“neko”, in lingua giapponese significa appunto “gatto”). Proprio per questo le strutture dei Neko Cafè sono tutte “a misura di mici”: mensole-passaggi sulle pareti, ceste multi posto, colonne-gioco, enormi tiragraffi, per permettere loro di “scegliere” se stare comodi comodi ad osservarci da lontano, oppure se usarli per raggiungerci (e farsi fare un pò di coccole e giocare con noi).
L’unica regola di un Neko cafè è rispettare i tempi e gli spazi dei mici: non sono peluches, se non hanno voglia di farsi accarezzare vanno lasciati in pace ( tanto anche solo guardarli gironzolare tra i tavoli, è un vero piacere).


E possiamo dirlo con certezza: quando siamo stati a pranzo nel Neko cafè romano, oltre al cibo e all’estrema igiene (sempre garantita al 100% nei Neko cafè) , ci siamo goduti la discreta ma presente compagnia dei “padroni di casa felini” (che ogni tanto ci hanno anche onorato della loro attenzione e di infinite e calorose fusa).
Ci è piaciuto così tanto che ne abbiamo cercati altri: ebbene, non sono tantissimi, ma ce ne sono in tutta Italia. Qui ve ne raccontiamo otto: scegliete quello più vicino e andate a godervi una lunga colazione, una pausa pranzo o una cenetta, mentre attorno/sotto/sopra di voi si aggirano buffi ed eleganti felini di tutti i colori!
Attenzione: contenuto ad alto tasso di coccolosità!

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In Abruzzo con i bambini. 6 agriturismi-fattoria nella natura incontaminata

Sono pochi i territori italiani che trasmettono immediatamente una sensazione di natura intatta, incontaminata, poco o per nulla frequentata dall’uomo, e di habitat naturale di fauna selvatica e flora rigogliosa. Uno di questi è senz’altro l’Abruzzo, sede di ben tre parchi nazionali, 14 riserve naturali che ne fanno la prima regione italiana per quantità di aree protette (37% del territorio). In questa regione verde per eccellenza abbiamo selezionato sei agriturismi in cui soggiornare con i bambini, tra animali della fattoria, sapori della tradizione gastronomica, e ampia scelta di sentieri, percorsi natura, cascate, laghi e tutto quello che significa Natura con la “N”maiuscola.

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La trullovacanza: dormire In Puglia con i bambini nei trulli della val d’Itria

I capolavori dell’Umanità possono nascere in mille modi, dall’opera dei sovrani, dei papi, di grandi leader del passato, e anche… dalle Agenzie delle Entrate. Almeno quelle di un tempo.
La leggenda narra infatti che le origini dei trulli si devono a motivi semplicemente….fiscali!
Tradizionalmente usati come magazzino o deposito di attrezzi agricoli, i trulli in val d’Itria cominciarono a diventare abitazioni a partire dal XVII secolo, quando un decreto fiscale dell’epoca esentò dal pagamento di una sorta di Ici, le costruzioni a base di materiali come la pietra locale e le tecniche di costruzione “a secco”, esattamente come erano fatti i trulli. Per cui la gente cominciò a ristrutturarli per andarci ad abitare.
E oggi, come sono diventati i trulli? Venite a scoprirlo con i bambini!

Trulli
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La Memoria dell’acqua. Dormire in un mulino con i bambini

Il contadino portava il grano dal mugnaio, che lo macinava per ricavarne farina. E senza energia, far muovere una macina era impensabile. E per questo ogni mugnaio aveva una macina che si muoveva grazie all’energia prodotta dall’acqua tramite la ruota di un mulino.
Una volta i mulini erano il cuore industriale dell’Italia. Le sorgenti, i torrenti, i fiumi erano l’unica energia disponibile, ecologica e gratuita, per far funzionare telai e macine. Con l’avvento dell’energia elettrica i mulini sono stati progressivamente abbandonati ma oggi conoscono una nuova vita grazie al turismo sostenibile e culturale che ha spinto proprietari e gestori a ristrutturare i mulini per ricavarne alberghi diffusi, bed e breakfast, case vacanze e in alcuni casi lussuosi resort.
Dormire in un mulino significa fare un salto nel passato e soggiornare in una forma alternativa e indimenticabile, soprattutto per i bambini che così possono scoprire il passato e apprendere utili nozioni anche grazie alle visite guidate ed educative che spesso sono abbinate ai soggiorni. In questa panoramica sui mulini d’Italia abbiamo selezionato le strutture che risultato aperte in questo periodo post-covid. Probabilmente ne abbiamo mancato qualcuno e nel caso segnalatecelo nei commenti, saremo felici di ospitarlo.

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