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La Reggia di Caserta con i bambini tra borghi, antichi acquedotti, boschi, e musei

Un complesso monumentale diventato Patrimonio Unesco per intero: la più grande Residenza Reale del mondo; circondata da una Tenuta di caccia con un bosco immenso; servita da un enorme Acquedotto costruito apposta per scavalcare le montagne e portare l’acqua alle fontane ed al Setificio del Re. La Reggia di Caserta, e tutto quello che la circonda, è una di quelle mete che vanno visitate almeno una volta nella vita, soprattutto con i bambini.
Ma non commetete l’errore di fermarvi qui!
Tutti i dintorni di Caserta sono pieni di Storia: dal secondo anfiteatro più grande del mondo dopo il Colosseo (con la famosa scuola dei Gladiatori) al borgo di CasertaVecchia con le sue stradine medievali e le leggende sulle fate; dal Planetario all’unico Museo dedicato al migliore amico dell’uomo .
Qui ve li raccontiamo tutti e vi diciamo anche dove dormire, per godervi un lungo weekend con i bambini, viaggiando attraverso il Tempo, tra Presente e Passato , senza annoiarsi mai.

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IL COMPLESSO MONUMENTALE
DELLA REGGIA DI CASERTA

LA REGGIA

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Un capolavoro universale che la leggenda vuole “figlia” di una gara di maestosità tra sovrani d’Europa. Quando Carlo III di Borbone, Re di Napoli, decise di costruire una nuova residenza reale, scelse Caserta (vicina a Napoli, ma meno “attaccabile” dai nemici) e, dopo aver visto Versailles, incaricò Luigi Vanvitelli di progettare e realizzare una Reggia che fosse la più grande di sempre. E così fu: la Reggia di Caserta, capolavoro del neoclassico e del barocco italiano( 61.000 mq, 4 cortili interni, oltre mille ambienti, 1742 finestre e 2 sotterranei) è la più grande residenza reale al mondo, tanto da essere dichiarata Patrimonio Unesco insieme al vicino Setificio di San Leucio e all’Acquedotto Carolino.

Proprio per le sue dimensioni, può essere “faticosa” da visitare con i bambini, quindi se volete godervela davvero, mettete in conto che non potrete vedere tutto (gli appartamenti sono infiniti e i giardini coprono ettari di prati, fontane e boschi) e scegliete in anticipo cosa vedere, e magari utilizzate le navette o le carrozze che portano i visitatori “su e giù” attraverso il parco. E per farvi un’idea potete leggere anche il racconto della nostra amica Marialuisa di Italia con i bimbi, che l’ha visitata con i suoi figli.
In ogni caso, da non perdere con i bambini, sono gli ambienti interni, con la sala del trono e le camere private del re, il parco di 120 ettari con protagonista assoluta l’acqua, il viale d’accesso di 3km, la Fontana dei delfini, il giardino all’inglese con un laghetto, dal quale la statua di Venere emerge dalle acque.

Se lo preferite, potete decidere per le visite guidate per bambini: come Ivano Iannelli che accompagna spesso scuole elementari e medie, eriesce a coinvolgere con aneddoti e racconti divertenti e appassionanti; o le altre family guide consigliate sono Anna Lisa Liguori e Paola Artizzu.
Per orari, biglietti e modalità delle visite: info qui .
Per dettagli sui servizi (mappe, auricolari, noleggio bici): info qui.

COME ARRIVARE al Caserta:
Qui le indicazioni su come raggiungere Caserta,
La Reggia dista solo 10 minuti a piedi dal centro, mentre dalla stazione ferroviaria c’è un sottopasso che porta ai giardini ( l’ingresso in via Douhet è a 5 minuti).
Come arrivare direttamente alla Reggia di Caserta:
Un’altra idea (che piace molto ai bambini) è raggiungerla con il “Reggia Express“, il treno storico che parte da Napoli Centrale e arriva alla stazione di Caserta, proprio di fronte al viale di ingresso del sito per la visita della Reggia. Info sul sito FS dei treni storici.

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Strettamente legati alla Reggia (e patrimonio Unesco insieme a quest’ultima) sono il Setificio di San Leucio, ex Casino Reale del Belvedere diventato un borgo dedicato alla produzione della seta e il monumentale Acquedotto Carolino che serviva la gigantesca residenza.

IL BELVEDERE E SETIFICIO DI SAN LEUCIO

Il borgo di San Leucio si trova sulla strada che porta dalla Reggia verso la Valle del Volturno. Lungo questra strada c’è un’area semicircolare, Piazza della Seta, che, attraverso il maestoso arco trionfale, dà accesso al Belvedere (con una vista panoramica che va dal mare fino alle isole Pontine) e ai quartieri, di quello che nel tempo pian piano diventò un vero borgo (dal quartiere San Ferdinando si raggiunge la cascata della Reggia e il bosco San Silvestro) interamente dedicato alla produzione della Seta.

Dal 1778 in poi , il Casino Reale del Belvedere venne trasformato in una vera filanda reale, costruendo telai per la seta e chiamando gli artigiani più esperti del regno, che nel tempo “addestrarono”un vero e proprio piccolo esercito di straordinari tessitori.
E con il passare degli anni, anche le famiglie degli operai della seteria si trasferirono nei pressi del Belvedere, creando una piccola cittadina con 214 abitanti.

Le sete di Caserta divennero famose in tutte le Case Reali europee , e, attraversando le sale della Seteria, accompagnati dalle guide, se ne comprende il motivo: non solo per le complesse attrezzature presenti (per seguire tutte le fasi della lavorazione dal baco fino alla orditura dei tessuti) ma anche per la modernità di “gestione” di Ferdinando, che costruì gratuitamente le case dei lavoratori (che definiva artisti), decretò parità di diritti e salari tra uomini e donne, e garantì l’istruzione gratuita per i loro figli.
Da visitare assolutamente, per scoprire l’incanto e la tecnologia dei tessuti prodotti nel passato.
Info su biglietti, prenotazioni e visite sul sito del Setificio.

L’ACQUEDOTTO CAROLINO

Questa incredibile opera d’ingegneria progettata nel 1753 dal Vanvitelli venne commissionata da re Carlo di Borbone (da qui il nome “Carolino”) per migliorare la vita dei sudditi e servire le attività agricole e artigiane della zona. L’acquedotto partiva dalle fonti del Monte Taburno e proseguiva per 38 km fino alla Reggia (con diverse diramazioni tra cui, ovviamente, una completamente dedicata alla seteria di Palazzo Belvedere a San Leucio).

Tutto il percorso dell’acqua era quasi completamente interrato a parte l’imponente ponte (529 mt con 67 torrini, tre ordini di arcate poggianti su 44 piloni, di chiara ispirazione romana) costruito, sempre da Vanvitelli, per attraversare la valle di Maddaloni.
Dichiarato Patrimonio UNESCO e perfettamente conservato, lo si può ammirare dai piedi della valle oppure percorrere i camminamenti interni, sia autonomamente (salendo dal monte Garzano seguendo le indicazioni per il santuario di san Michele Arcangelo) sia con le visite guidate (organizzate occasionalmente dalla Reggia, da associazioni locali o in occasione delle giornate del FAI).
Tutte le info sul sito della Reggia di Caserta.

IL BOSCO SAN SILVESTRO A SAN LEUCIO

La Reale Tenuta di San Silvestro è il bosco di lecci (76 ettari!) a 10 minuti a nord della Reggia, ed era un tempo la Reale riserva di caccia e azienda agricola dei Borbone.
Insieme al Belvedere di San Leucio, al Parco Reale e al Giardino all’Inglese, faceva parte delle “Reali Delizie” del complesso monumentale, e, grazie al re Francesco I, furono rese carrozzabili molte vie interne al bosco e fu realizzata una strada che portava dal Belvedere al Bosco.

Riconosciuto come sito UNESCO, il Bosco di San Silvestro, che comprende le colline dalle quali nasce la cascata che alimenta le fontane della Reggia, oggi è un’ Oasi del WWF, che si prende cura della Real Tenuta e organizza iniziative, laboratori e visite, attraverso un Percorso Natura al giardino delle felci, a quello delle farfalle, al percorso del miele, fino all’area del daino.
Tutte le info su visite guidate e attività sono sul sito della Ghiandaia che cura e gestisce l’Oasi del Bosco di S. Silvestro per il WWF .

DOVE DORMIRE VICINO ALLA REGGIA DI CASERTA

Family hotel Europa: a 250 mt dalla Reggia, hotel quattro stelle con camere family comunicanti, baby accessori, culle e canali tv dedicati.
B&B A Corte, poco fuori Caserta immerso nella campagna, con camere family colorate e allegre, giardino e area giochi.
B&B Manouche Bistrot , proprio all’interno dell’Oasi del Bosco di San Silvestro vicino alla Reggia: camere triple e quadruple, ristorante, corte interna, piscina scoperta.

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COSA VEDERE A CASERTA OLTRE LA REGGIA

L’ANTICO BORGO DI CASERTAVECCHIA

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A 10 km dalla città di Caserta, in alto, si trova l’incantevole borgo di CasertaVecchia, un piccolo gioiellino medievale con una lunga storia che custodisce numerose leggende.
Le sue origini sono incerte, se ne ha traccia nel 861 d.C, nello scritto di un monaco benedettino che cita un nucleo urbano chiamato appunto Casa-Hirta” (dalle parole latine “Casa”, intesa come villaggio; e “Hirta”, aspra) cioè borgo in alto, in un terreno aspro, difficile.
Dalla sua posizione si poteva controllare tutta la valle (fino alla costa, fino al Vesuvio, a Ischia e Capri) e questo l’ha resa una “preda” molto ambita da tutti i popoli che hanno conquistato il Sud, dai romani ai Longobardi, fino ai Normanni sotto il cui dominio ebbe il periodo di massima espansione e furono realizzate importanti opere urbanistiche.

La sua lunga storia è costellata anche di antiche leggende.
Si racconta, per esempio, che le colonne di marmo della Cattedrale siano state trasportate, una ad una, sulla testa dalle Fate dei Monti Tifatini, corse in aiuto della popolazione che non aveva modo di trasportarle dall’antica Calatia in pianura fino in cima al borgo di Casa Hirta, antico nome della cittadina.
E poi c’è Siffridina, il fantasma del Castello, consuocera di Federico II e legatissima a questo borgo. Si racconta che quando Casertavecchia fu conquistata dagli Angioini, lei rimase fedele agli Svevi e per questo motivo venne imprigionata nel Castello di Trani. Quando morì, leggenda vuole che, per la gran nostalgia, il suo spirito tornò a Casertavecchia nel torrione del Castello, dove ancora oggi si sentono i suoi lamenti e i suoi passi.

Purtroppo dell’antico castello medievale, le uniche cose che restano sono la Torre dei Falchi, (alta 30mt la seconda più alta d’Europa, dopo quella di Aigues-Mortes in Provenza) e le mura di cinta.
Ma sotto la protezione di quella torre, il borgo è vivissimo, pieno di stradine, antiche case con portali in pietra, incantevoli e caratteristiche piazzette, come quella su cui si affacciano il Duomo col suo campanile , il palazzo Vescovile e l ‘ex-saminario, Piazza Vescovado: piena di caffè, locali e pizzerie (senza contare la bellezza dei panorami e delle manifestazioni folkloristiche).
Da non perdere con i bambini una visita alla Casa delle Bifore, ristrutturata dalla signora Ursula, una tedesca che si innamorò del borgo e si trasferì a vivere qui.
Da allora crea raffigurazioni di tutte le creature magiche che popolano l’immaginario di queste zone, come le fate, ma soprattutto i “mazzamurielli”, gli spiritelli dispettosi simili a folletti, che combinano un sacco di guai, ma che, se si trovano bene nella casa che li “ospita”, portano tanta fortuna: sbirciare dalla finestra della sua officina di magia (una bifora , appunto, che si affaccia su un vicoletto) è diventata una tappa obbligata a Casertavecchia.
Info su un itinerario dettagliato sul sito di Borgando.
COME ARRIVARE a CasertaVecchia: il borgo è raggiungibile comodamente con piccoli autobus ad orari stabiliti, i biglietti sono acquistabili anche all’info Point all’uscita della Reggia.

DOVE DORMIRE A CASERTAVECCHIA

Tra B&B, hotel e appartamenti sono tante le possibilità per godersi un soggiorno tra le sue stradine medievali e le case antiche con portali in pietra. Puoi scegliere uno tra quelli più adatti ad ospitare famiglie con bambini : guarda le foto e prenota subito qui.

IL PLANETARIO

A 15 minuti a piedi dal centro di Caserta, e raggiungibile in autobus direttamente dalla stazione, c’è il Planetario che organizza visite guidate, ospita un piccolo museo con cinque sale e offre spettacoli originali sul mondo dell’astronomia, su temi scientifici e sulla storia della Scienza. Durante gli spettacoli, la narrazione (dal vivo!) guida i visitatori attraverso le simulazioni di fenomeni astronomici, ed il pubblico (che siede al buio, immerso nelle immagini proiettate) può fare domande e interagire con il personale.

Gli spettacoli solitamente sono in programma la sera del 1° e il 3° sabato e la 2° e la 4° domenica del mese, e d’estate la cadenza è di uno a settimana (in giorno infrasettimanale); occasionalmente sono organizzati anche eventi speciali, a volte gratuiti, e serate di osservazione del cielo ad occhio nudo.
Per info su spettacoli ed eventi verificare sul sito del Planetario.

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DA VISITARE NELLA PROVINCIA DI CASERTA

L’ANFITEATRO CAPUANO E IL MUSEO DEI GLADIATORI

A circa 25 minuti da Caserta (8 km dalla Reggia), a Santa Maria Capua Vetere, c’è il bellissimo anfiteatro capuano che, dopo il Colosseo, è l’anfiteatro romano più grande al mondo.
Costruito da Augusto, ristrutturato da Adriano e inaugurato nel 155 Antonino Pio, fu devastato nei secoli da varie incursioni dei barbari (distrutto dai Vandali del Re nel 456 d.C, trasformato in arena dai Longobardi, e in fortezza dai Saraceni) e solo con i Borbone ritrovò la sua maestosità. Un imponente struttura dalla classica struttura ellittica, composto da quattro piani alti ben 46 mt; con 80 arcate realizzate con blocchi di calcare e semicolonne; spalti accessibili da scale interne ed esterne ed il piano centrale, su cui si svolgevano i combattimenti, costituito da tavoloni di legno (sotto ai quali si aprivano i sotterranei).
E questo anfiteatro comprendeva anche un edificio aggiuntivo molto importante: la Scuola per Gladiatori. Ed è proprio qui, nel 73 a.C., scoppiò la famosa rivolta guidata da Spartacus (di cui si sono organizzate spesso rievocazioni).

Infatti, oltre all’anfiteatro, si può visitare proprio il Museo dei Gladiatori, inaugurato nel 2003, che offre la possibilità di scoprire com’era la vita di questi coraggiosi schiavi combattenti, attraverso le tre sale: in una ci sono le iscrizioni dedicate agli imperatori Adriano e Antonino Pio ed un plastico che ricrea la struttura originaria dell’Anfiteatro; nella seconda sala, rilievi con scene di combattimento gladiatorio e di personaggi mitici che adornavano l’Anfiteatro; e nella terza si trovano reperti originali dei gladiatori (elmi, scudi, armi) ed una piccola ricostruzione scenica con la rappresentazione meccanica di un combattimento gladiatorio.
Info su orari e aperture sul sito di Visit Campania
Biglietti: 2,50€ (Museo + Anfiteatro + Mitreo + Museo dei Gladiatori).

IL MUSEO DEL CANE

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A 45 minuti da Caserta c’è il FooF, il primo museo e centro didattico dedicato al migliore amico dell’uomo. Nato nel 2012 come progetto per riqualificare un rifugio per cani abbandonati e favorirne l’adozione, il Museo del Cane di Mondragone è cresciuto fino a diventare un vero polo museale, con un’area per incontri didattici e laboratori, ed un grande parco (che accoglie ovviamente anche i quattrozampe).

Il museo è visitabile liberamente o con l’ausilio di guide, e racconta l’evoluzione del rapporto tra uomo e cane: nel percorso di 400 mq al coperto, si scoprono mille curiosità sul migliore amico dell’uomo (dalla spiegazione dei suoi comportamenti fino all’educazione canina), e, le varie tappe di questa amicizia, dall’era preistorica ai giorni nostri, passando per i mestieri svolti dai cani con l’uomo, mostrando anche quelli protagonisti di cartoni animati, fumetti e cinema.
All’esterno del museo c’è anche una grande area verde
con tavoli per picnic e giochi, bar, e punti ristoro, con spazi riservati anche ai cani che possono divertirsi nell’area giochi e nel campo di agility. Non manca un allevamento canino e il rifugio per i randagi, tutti adottabili.
Tutte le info su orari e biglietti li trovate nella recensione della nostra guida.

DOVE DORMIRE NELLA PROVINCIA DI CASERTA

In un’oasi naturale a 40 minuti da Caserta c’è il Nabi Resort Glamping SPA . Sui laghi Nabi, casette a forma di tenda a bordo lago, con spiaggetta privata, ingresso , 4 posti letto (matrimoniale king-size sul soppalco, e cameretta con due letti singoli al piano terra), bagno con doccia. Nel resort anche ristorante, bar, giardino, reception h24, servizio in camera, piscina, SPA, organizzazione di escursioni e attività (ciclismo, pesca, canoa, ecc).

Scegliete l’itinerario che vi ispira di più e portateci i bambini: scoprirete insieme tutte le meraviglie del casertano.

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