Continuiamo la nostra avventura nei Campi Flegrei seguendo la linea del golfo, e, dopo aver visitato l’antica cittadina di Pozzuoli e gli straordinari siti del Parco Archeologico dei Campi Flegrei, andiamo all’esplorazione delle sue bellezze naturali, tutte di origine vulcanica: quattro laghi e due isole.

L’antica caldera del Super Vulcano dei Campi Flegrei comprende tutto il golfo di Pozzuoli: a nord di Napoli, dalla collina di Posillipo fino alle isole di Procida ed Ischia.
Questi luoghi fertilissimi sono stati abitati sin dall’antichità, ma tutte le popolazioni flegree hanno dovuto convivere con la loro natura vulcanica e instabile, “giustificandola” con miti e leggende.
Secondo i Greci , e frequenti scosse di bradisismo, che abbassavano e sollevavano il suolo, erano provocate dai Giganti che lottavano per liberarsi dalle prigioni del sottosuolo e tornare sull’Olimpo (dopo la battaglia nel mare di Procida); e l’inquietante e venefico lago d’Averno (da “a-ornòs”, senza-uccelli, a causa delle sue esalazioni sulfuree) era considerato, addirittura l’ingresso degli Inferi.

E per tutelare questa natura così particolare e la sua ricchezza ambientale, sono nati l’Ente Parco Regionale dei Campi Flegrei, e l’Area Marina Protetta Regno di Nettuno (che comprende tutta l’area delle isole).
In questa terza e ultima puntata vi accompagnamo in un viaggio tra Storia e mitologia, alla scoperta delle bellezze naturali dei Campi Flegrei insieme ai bambini.

I LAGHI VULCANICI DEI CAMPI FLEGREI:
FUSARO, AVERNO, LUCRINO E MISENO

LAGO DEL FUSARO E LA CASINA VANVITELLIANA

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In antichità il Fusaro, lago costiero di Bacoli era conosciuto come “Acherusia palus”, la mitica palude infernale formata dal fiume Acheronte (legato al lago d’Averno che veniva considerato l’ingresso degli Inferi); il suo nome attuale, invece, deriva dall’attività a cui fu dedicato in età medievale: la macerazione della canapa e del lino (che venivano messi in ammollo nelle sue acque, rendendolo quindi un “infusarium”).
Originariamente era un golfo ma dal I secolo d.C cominciò a formarsi una grande duna sabbiosa che oggi lo separa dal mare: nonostante ciò non è mai diventato paludoso, perchè riceve il ricambio delle acque da tre foci: la foce vecchia (scavata dai romani), la foce Nord (realizzata dai Borboni) e quella centrale, più recente.
Ma la vera attrazione di questo lago è l’incantevole Casina Vanvitelliana (dal nome dell’architetto Vanvitelli, lo stesso della Reggia di Caserta) fatta edificare da Ferdinando IV, nel 1787, proprio in mezzo al lago (che faceva parte della riserva di caccia e pesca dei Borbone).

Questa palazzina in stile rococò, costruita su un isolotto, e collegata alla terraferma da un ponticello, sembra davvero uscita da una favola, e ha fatto innamorare personaggi come Mozart, Rossini, lo Zar di Russia e Francesco II Imperatore d’Austria.

Ai giorni nostri, è stato invece Alberto Angela a volerla raccontare in una puntata delle sue “Meraviglie”.

Info e biglietti sul sito . Aperta durante i weekend; biglietto Adulti 5€ (gratis da 0 a 10 anni), visitabile anche in occasione di eventi in costume d’epoca, concerti e spettacoli.

LAGO D’AVERNO E L’INGRESSO DEGLI INFERI

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Il lago d’Averno si è formato circa 4000 anni fa nella bocca di un vulcano spento ed è il più noto dei laghi flegrei e, dopo il Fusaro, anche il più grande.
Il nome di questo lago deriva dal greco ά-ορνος (“senza uccelli”): si narra che le acque del lago esalassero così tanti gas venefici da impedire totalmente la vita degli uccelli.
In epoca romana, faceva parte del portus Iulius di Baia: era un grande scalo navale che comprendeva anche il lago Lucrino: grazie all’incredibile capacità ingegneristica dei romani, i due laghi erano collegati da un canale navigabile e da tunnel interrati, che permettevano ai militi di passare facilmente da un’area all’altra (oggi invece sono separati dallo sperone del Monte delle Ginestre).

Ma il motivo per cui è così famoso è sicuramente la leggenda che da sempre lo indica come “Ingresso degli Inferi”.
E’ Virgilio a descriverlo per primo, nel 6° libro dell’Eneide, raccontando della discesa agli inferi di Enea che, accompagnato dalla Sibilla, cercava “consigli” su dove fondare la nuova patria; e lo riprende secoli dopo Dante Alighieri nella Divina Commedia descrivendolo come l’ingresso dell’Inferno (Galileo Galilei, che studiò a lungo l’opera dantesca, fu il primo ad identificare la porta dell’Inferno con il lago d’Averno e la “selva oscura” con il bosco che lo circondava e arrivava fino alla Solfatara di Pozzuoli).
Oggi, al contrario, è un luogo piacevolissimo, dove in molti amano passeggiare o andare in bicicletta lungo le sponde, godersi la natura tra boschi, canneti e uccelli acquatici, e non ultimo, dove fermarsi a mangiare nei numerosi ristoranti e agriturismi affacciati sulle sue acque.

LAGO LUCRINO E LA LEGGENDA DI ERCOLE

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Il lago di Lucrino è il più piccolo tra i laghi dei Campi Flegrei e deve il suo nome all’attività molto redditizia che qui si svolgeva: il lucrum (“lucro, guadagno”) era quello prodotto dagli allevamenti di pesci e ostriche (anche se poi, in epoca successiva, insieme al lago d’Averno, venne incorporato nel Portus Julius di Baia).
Il lago di Lucrino è conosciuto anche per la leggenda sull’istmo che, per secoli, lo ha separato dal mare (e che oggi è visibile solo grazie alle onde che ci “inciampano sopra”): si narra che lo abbia creato Ercole in persona conducendo verso la Grecia i buoi che aveva rubato al mostruoso Gerione.

E proprio in memoria dell’impresa dell’eroe, su questa lunga e stretta lingua di terra fu costruita una strada chiamata “Via Herculea”.
Oggi è frequentato soprattutto per le vicine attrezzatissime spiagge e le vicine stufe di Nerone.

LAGO MISENO E L’ANTICO PORTO ROMANO

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Il lago di Miseno, è un bacino naturale che occupa il cratere di un vulcano spento, ed è chiamato Mare Morto per l’aspetto stagnante delle sue acque, ed era destinato ai cantieri e alla manutenzione navale (ed era collegato al porto con un ponte di legno girevole!).
A Miseno si trovava già il porto dell’antica città di Cuma, la prima colonia greca della Campania, ma in epoca romana, divenne addirittura sede della Classis Misenensis, la flotta navale imperiale che controllava tutto il Mediterraneo occidentale.

Il lago Miseno e tutta la zona circostante sono oggi molto frequentati, sia per le ampie spiagge che per i ristoranti (tra i migliori dei Campi Flegrei).

DOVE DORMIRE CON I BAMBINI
PER VISITARE I LAGHI DEI CAMPI FLEGREI

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Campi-Flegrei-Pozzuoli-foto di RaBoe

Noi abbiamo scelto la cittadina di Pozzuoli come base di partenza per il nostro tour:

Flegrea House: country house con piscina e appartamenti completamente arredati.
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Hotel Gli Dei: camere con vista sul golfo, piscina e ristorante interno.
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A Casa di Monica: appartamento a 500mt dall’Anfiteatro, 2 camere da letto, 2 bagni, salone e servizi. Animali ammessi. Guarda le foto e prenota su Booking
Villa Avellino Historic Resort: a soli 200 metri dal porto, appartamenti con cucina e wifi, giardino e terrazzo. Guarda le foto e prenota su Booking
B&B A casa dei Bruno: camere a pochi passi dal lungomare pedonale e dal centro storico, colazione, terrazza. Animali ammessi. Guarda le foto e prenota su Booking.

LE ISOLE VULCANICHE DEI CAMPI FLEGREI:
ISCHIA E PROCIDA

ISCHIA

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L’isola d’Ischia, la più grande delle isole campane (circa 46,3 km²), è detta anche “l’Isola Verde” per la sua natura lussureggiante, dovuta all’origine vulcanica dell’isola.
Abitata sin dal Neolitico, furono per primi i Greci a farne la fortuna, importando sull’isola la coltivazione della vite (ancora oggi qui si producono vini straordinari) e la produzione di vasellame di pregio.
Purtroppo, a causa della sua strategica posizione geografica e del clima mite, è stata esposta da sempre a saccheggi e conquiste.

In epoca romana, come Baia e tutta l’area flegrea, era notissima per le sue sorgenti termali, che in diverse aree dell’isola, accolgono abitanti e turisti in quello che è, ancora oggi, a tutti gli effetti uno dei maggiori centri termali di tutta Europa.

Al fascino delle spiagge, al Monte Epomeo, alle aree verdissime, alle caratteristiche vie e piazzette, al castello aragonese e a tutta la sua lunga magnifica storia, dedicheremo un articolo a parte, perché, viste le sue dimensioni, una semplice gita giornaliera non permetterebbe assolutamente di apprezzarne la bellezza per intero.

PROCIDA

Capitale della Cultura 2022, set del film “Il Postino”, ambientazione del libro “L’isola di Arturo” e molto, molto, altro. Procida non ha certo bisogno di presentazioni: è un gioiellino colorato poggiato sul mare.
Il suo nome deriva, secondo alcuni dal greco “prochetai” (“giace”) per la sua forma che sembra sdraiata sul mare; secondo altri dal nome della nutrice di Enea, che fu sepolta sull’isola.
È la più piccola delle isole del golfo (circa 4 km²), nata da 4 diverse eruzioni, fa “geologicamente” parte dei Campi Flegrei (dista appena 3 km dalla terraferma) ed è collegata da un piccolo ponte all’isolotto di Vivara.

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I Greci per “spiegare” i sussulti della terra che scuotevano l’area flegrea, crearono la leggenda secondo la quale proprio a Procida si svolse la terribile battaglia tra i Giganti e gli Dei.
Ma questa piccola isola, purtroppo, ne ha viste molte di vere battaglie, condividendo la stessa sorte dell’isola di Ischia, entrambe saccheggiate e conquistate da pirati, principi e re, oppure donate in premio ora a quel nobile ora ad un altro.

Ed è la stessa architettura dell’isola a raccontare come la popolazione nei secoli ha cercato di difendersi dagli invasori.
I suoi abitanti hanno costruito strade strette (per costringere i nemici a passare pochi alla volta per attaccarli dall’alto), case addossate le une alle altre (non perdetevi Casale Vascello), con pochi accessi sulla strada (anche balconi, logge e terrazzini si affacciano perlopiù sui cortili interni) o addirittura zone fortificate, come nel borgo di Terra Murata (sulla parte più alta dell’isola, uno dei più antichi costruiti sull’isola, circondato appunto da mura).

E non passano inosservati nemmeno i numerosissimi archi (con le scale dette “a collo di giraffa”) che collegano la strada alle abitazioni, nè certamente i colori delle case (diversi da una all’altra), forse l’elemento più caratteristico e famoso dell’isola, che la leggenda narra che sia nata dal desiderio dei pescatori di riconoscere la propria casa anche da lontano, prima ancora di raggiungere il porto.

INFO UTILI PER VISITARE PROCIDA

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Come arrivare e come muoversi a Procida con i bambini:

Da Pozzuoli il viaggio in traghetto dura circa 40 minuti (durante l’alta stagione consigliamo di prenotare i biglietti dei traghetti online).
A Procida si sbarca solo a piedi, per muovervi sull’isola potete scegliere quello che preferite: nello spiazzo di fronte alla stazione marittima, c’è il capolinea delle quattro linee di autobus che conducono alle località principali; il parcheggio di Taxi e Microtaxi (le Apecar molto pittoresche, agilissime nelle stradine dell’isola, che i bambini adorano) e il noleggio di scooter e biciclette (anche elettriche).

Cosa fare e vedere a Procida con i bambini

La Marina Grande, il porto dove attraccano i traghetti da dove si raggiunge ogni parte dell’isola, vale una bella passeggiata tra i numerosi negozi, la libreria, i ristorantini e gli shop di souvenir tra le coloratissime case o un salto alla spiaggetta della Lingua.
L’isolotto di Vivara, che fa parte “Regno di Nettuno”, l’Area Marina Protetta che circonda le isole dei Campi Flegrei ed è al momento visitabile soltanto dal mare.
La Chiaiolella, vivace borgo con il porto turistico (antico cratere vulcanico), alberghi, residence e case centenarie, ristoranti e lidi sulla lunga spiaggia, e di fronte l’isolotto di Vivara.

Il borgo della Corricella, col suo piccolo porticciolo (il borgo marinaro più antico dell’isola) dove sono state girate le scene de”Il Postino”: un vero gioiellino per gli occhi e un piacere per lo stomaco (ottimi ristorantini).
Terra Murata con Palazzo D’Avalos si trova al centro dell’isola, nel punto più alto, ed è raggiungibile in bus e a piedi attraverso un incantevole dedalo di viuzze, case e vicoli.

Il Tour dell’Isola: via terra, in Microtaxi o in bicicletta, o via mare in barca , ma soprattutto in semi- sottomarino: con NemoSub potete scegliere tra la gita di un’ora o il tour dell’isola, di giorno o di notte, e dagli oblò potrete quasi toccare la vita sottomarina dell’isola (info, orari e prenotazioni nel nostro articolo dedicato ai tour in sommergibile).

DOVE DORMIRE A PROCIDA CON I BAMBINI

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Se invece di una “toccata e fuga” di una sola giornata, decideste di fermarvi a dormire sull’isola, vi seegnaliamo:

Mamma Caterina: residence con terrazza e giardino, appartamenti con patio. Guarda le foto e prenota al miglior prezzo.
La Procidana House: intera casa vacanze alla Corricella con noleggio bici. Guarda le foto e prenota con Booking.
Procida Camp&Resort: Glamping con moderne tende e roulotte, piscina, giardino e bar interno. Guarda le foto e prenota con Booking.

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Anche Alberto Angela è rimasto affascinato dalle isole vulcaniche dei Campi Flegrei: le ha raccontate in questa puntata de “Meraviglie – la penisola dei Tesori”.

E alla fine di questo lungo viaggio alla scoperta in queste terre straordinarie, non vi rimane che decidere cosa visitare prima: se Pozzuoli, chiamata la capitale dei Campi Flegrei; l’enorme Parco Archeologico con i suoi siti straordinari, o le bellezze della natura che vi abbiamo raccontato qui.
Create il vostro itinerario personalizzato e partire per un lungo weekend alla scoperta dei Campi Flegrei con i bambini.

Campi Flegrei-tappe itinerario completo

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